Se le penne a sfera potessero parlare…

di 29 Gennaio 2010Blog

Ricordo un’interessante discussione, mentre disegnavamo in classe alla Scuola di Comics di Firenze, sulla bellezza della penna bic. Cioè, del segno della penna bic (perché la penna in sé non è che sia poi tanto bella). Eravamo tutti d’accordo, allievi e insegnanti. Quel segno morbido, quasi impastato, ma al contempo come “graffiato”…

Penna a Sfera Pirata

Un’immediatezza che permetteva un gesto fluido, vivace, e per questo anche molto espressivo. Adesso so che dipendeva soprattutto dal fatto di sentirsi liberi, al limite dello scarabocchio, ed è forse per questo che il segno ne giovava in naturalezza ed espressività.

Ma in effetti, la penna a sfera esercita un fascino tutto suo… ti salta in mano quasi spontaneamente e se per caso capita a tiro anche un foglio bianco, ecco, lei ti chiede… quasi ti supplica, di disegnare qualcosa. Di farla uscire, per una volta, dal suo ruolo misero di retroguardia da cancelleria.

A me le bic sono sempre state simpatiche, e infatti le ascolto.

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